Le autorità locali denunciano il collasso dei centri di accoglienza, mentre Spagna e Marocco stanno raggiungendo un accordo per i rimpatri.

Una processione lunga centinaia di metri, visibile anche da lontano. Sulla spiaggia che separa il Marocco dall’exclave spagnola di Ceuta migliaia di persone hanno raggiunto il confine camminando lungo la battigia, per poi arrampicarsi sulle reti di confine e tuffarsi in mare per aggirare il breve promontorio artificiale che divide i due territori. A mezzogiorno di giovedì centinaia di migranti hanno così attraversato il confine senza controllo, entrando a Ceuta dopo aver percorso a nuoto l’ultimo tratto.

Una oleada de personas, miles de ellas, ha cruzado sin control de Marruecos a Ceuta. La Guardia Civil y los medios de emergencia, superados, solo se ocupan de los heridos. Los agentes han tenido que abrir las verjas, porque querían evitar que se forme un tapón… pic.twitter.com/pYFnAmbgLw— EL PAÍS (@el_pais) July 30, 2026

La richiesta di Ceuta: chiudere la frontiera e inviare l’esercito

Di fronte all’escalation, la Conferenza dei capigruppo dell’Assemblea di Ceuta si è riunita d’urgenza approvando all’unanimità un ordine del giorno con cui chiede al governo spagnolo misure straordinarie. La richiesta comprende la chiusura immediata della frontiera con il Marocco, il dispiegamento dell’esercito e la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. I partiti invitano la popolazione a mantenere la calma, ma ritengono ormai indispensabili misure «urgenti e improrogabili» per riprendere il controllo della frontiera. Madrid ha però respinto la richiesta dello stato di emergenza perché è previsto soltanto per calamità naturali o gravi incidenti, non per le crisi migratorie.