Giovedì 30 luglio, intorno a mezzogiorno, migliaia di persone hanno attraversato il confine tra il Marocco e la Spagna, nella città autonoma di Ceuta, senza paura e senza incontrare grandi ostacoli: prima a piedi, varcando la frontiera terrestre, e poi a nuoto, aggirando la diga frangiflutti che delimita il confine. Ceuta, situata nel Nordafrica e circondata dal Marocco, chiede aiuto al governo di Madrid.

Si muove Madrid che nega una rappresaglia del Marocco

Su X il primo ministro Pedro Sanchez assicura che il governo "è pienamente impegnato a fornire una soluzione immediata" e "sta predisponendo tutte le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile". Ha telefonato - spiega - al presidente della comunità autonoma di Ceuta, Juan Jesus Vivas: il governo vuole risolvere la situazione, gli ha comunicato. Sta cercando di collaborare con le autorità del Marocco per trovare soluzioni con "responsabilità e cooperazione".

E domani, venerdì 31 luglio, il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, sarà a Ceuta, mentre fonti del ministero dell'Interno spagnolo fanno trapelare che Spagna e Marocco hanno concordato "al più presto" il rimpatrio di tutti i migranti entrati illegalmente a Ceuta.