| 31 Luglio 2026 16:02 |

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(Adnkronos) –

L’afflusso di oltre duemila migranti provenienti dal Marocco verso l’exclave spagnolo di Ceuta ha riacceso i riflettori sulla questione migratoria e la sua gestione a livello dell’Unione europea, con la premier Giorgia Meloni che ha paventato il ricorso a “strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna”. Il riferimento è allo spazio di libera circolazione dell’Ue, che dal 1995 consente il libero passaggio tra le frontiere interne dell’Ue, indipendentemente dalla nazionalità, ed è regolato da una serie di norme che ne garantiscono la validità permanente, con eccezioni precise e limitate nel tempo.

Oggi lo spazio Schengen conta 29 Paesi europei: 25 Stati membri dell’Ue più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, che non fanno parte dell’Ue ma applicano le stesse regole. Cipro e Irlanda restano Stati Ue esclusi dall’area, mentre Bulgaria e Romania vi hanno aderito integralmente nel 2024, dopo l’ingresso della Croazia nel 2023. Il tutto si basa sull’assenza di controlli sistematici alle frontiere interne, ma è complementato dalla cooperazione di polizia e giudiziaria tra gli Stati Ue, un sistema di condivisione di dati su persone e oggetti ricercati e dalla politica comune del visto Schengen, che consente soggiorni fino a 90 giorni ai cittadini extra-Ue, oltre al rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne comuni come compensazione per l’assenza di controlli interni.