Ieri la videoconferenza dei 27 ministri dell’Interno dell’Ue ha stabilito che la gestione di Madrid della crisi è stata rapida ed efficace, mentre quanto accaduto non è riconducibile ai normali flussi migratori e richiede un potenziamento delle frontiere e dei rimpatri. Resta la tensione con l’Italia
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Dopo giorni di tensione, sia nell’exclave spagnola di Ceuta sia a livello politico nel Vecchio Continente, si è tenuto ieri il vertice di emergenza tra i ministri dell'Interno dell'Ue. La videoconferenza dei 27 ministri europei ha stabilito che la gestione della Spagna della crisi è stata rapida ed efficace, mentre quanto accaduto non è riconducibile ai normali flussi migratori e richiede un potenziamento delle frontiere e dei rimpatri. Inoltre, lo spazio Schengen non è mai stato a rischio. Ed è sulla base di quest'ultimo dato che Madrid ha chiesto a Roma di revocare al più presto "i controlli aggiuntivi" alla frontiera, frutto di una "scelta incomprensibile". Nel corso della riunione il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha sottolineato che sui 72mila irregolari entrati a Ceuta dall'inizio della crisi, 70mila sono rientrati. E ha usato parole forti per denunciare "la mancanza di solidarietà" arrivata dall'Europa tutta.












