Circa 49mila migranti avrebbero raggiunto Ceuta, l’enclave spagnola in territorio africano, via mare e attraversando la frontiera terrestre con il Marocco nelle ultime 24 ore. Il presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas, aveva già denunciato l’arrivo nell’ultima settimana di 1.500-2.000 persone a nuoto, a un ritmo di circa 300 al giorno, parlando di “un’assoluta emergenza umanitaria e sociale”.

Di fronte alle immagini della crisi, Giorgia Meloni si è detta pronta a “sospendere Schengen con la Spagna”. “L’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”, ha scritto la presidente del Consiglio. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Per tutta risposta, il governo di Madrid ha convocato l’ambasciatore italiano. Ma che cosa significa davvero “sospendere Schengen”? E quali strumenti ha a disposizione l’Italia?

Che cos’è lo spazio Schengen?

È l’area europea nella quale, in condizioni ordinarie, le persone possono attraversare le frontiere interne senza essere sottoposte a controlli di frontiera. Il progetto nacque nel 1985 dall’accordo tra Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo e si è progressivamente ampliato fino a diventare la più vasta zona di libera circolazione al mondo. Oggi comprende 29 Paesi e più di 450 milioni di persone: 25 Stati membri dell’Unione europea, oltre a Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. L’insieme delle norme che ne disciplina il funzionamento prende il nome di Codice frontiere Schengen.