Un ragazzo, in ginocchio sulla battigia, bacia la sabbia. Ha i capelli bagnati e indossa una maglietta da sub. È arrivato in Spagna a nuoto e ora festeggia: è vivo, è in Europa. Come lui, molti altri hanno raggiunto Ceuta dal Marocco nelle ultime ore: 1.500 persone in una settimana, secondo i primi dati. Nei video girati sulla spiaggia di Tarajal, un fiume di uomini, donne e bambini corre tra i salvagenti, dopo aver aggirato i frangiflutti. Alcuni si abbracciano, altri cercano aiuto.

LE DESTRE CONTRO SÁNCHEZ

Il governo ha messo in campo l’esercito, con l’exclave – governata da 25 anni da Juan Jesús Vivas del Partito popolare (Pp) – che reclamava assistenza. La retorica usata dai partiti di destra è sempre la stessa: evocare lo spettro dell’invasione. Il portavoce di Vox nell’assemblea di Ceuta, Juan Sergio Redondo, ha chiesto le dimissioni del presidente Pedro Sánchez. Per il leader del partito dell’ultradestra, Santiago Abascal, i migranti di Ceuta «non fuggono da nessuna guerra, né dalla povertà»: sono «uomini in età militare, convocati dal governo corrotto di Sanchez per assaltare i nostri confini».

Anche dalla destra nostrana è subito partito il coro: per i meloniani in Ue (Carlo Fidanza) è «il capolavoro dell’immigrazionismo di Sanchez», Salvini urla alla «difesa dei confini», e tutti i versanti governativi – pure Forza Italia con Tajani – si saldano con annunci su Schengen, che Palazzo Chigi fa filtrare di voler sospendere. Oggi dovrebbe tenersi un comitato di analisi tecnica sull’immigrazione con l'idea di sospendere Schengen rispetto alla Spagna, ovvero per controllare i confini via mare e aeroporti. ln Ue, il Ppe invoca l’attuazione del Patto sulla migrazione e il regolamento sui rimpatri.