Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Sull’aumento delle bollette della Tari, pesano i costi di smaltimento esterni, non le scelte del Comune. E’ falsa l’informazione diffusa dall’opposizione". Lo afferma in una nota l’amministrazione comunale di Cingoli, riferendosi a quanto evidenziato dal gruppo di minoranza consiliare.

"L’incremento non nasce in alcun modo da una decisione dell’Amministrazione comunale, la Tari non è una tassa che il Comune può modificare a proprio piacimento. È una tariffa che, per legge, deve coprire integralmente i costi effettivi del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani. Tra il 2022 e il 2024, quando la discarica era attiva e il Comune percepiva l’indennizzo previsto, l’Amministrazione ha destinato 400mila euro di tali risorse per ridurre il costo della Tari a favore di famiglie e imprese. Quest’anno, invece, tali risorse non sono più disponibili perché, con il conferimento dei rifiuti fuori provincia, la discarica non è più attiva. Il Comune, inoltre, non ha alcuno strumento giuridico per derogare al principio di legge secondo cui la TARI deve coprire integralmente il costo del servizio".

"Peraltro – fa rilevare l’esecutivo municipale – l’ultimo rapporto ufficiale di Cittadinanzattiva (che non risulta essere un’associazione politica a noi affine) ci dice che la provincia di Macerata si conferma tra le aree con la tassa sui rifiuti più bassa d’Italia con una media di 225 euro, a fronte dei 351 euro di Ancona e dei 346 euro di Pesaro. L’utilizzo di espressioni fantasiose per fare propaganda da parte di ben noti raccontafavole ha il solo fine di distorcere la realtà dei fatti, in un periodo storico in cui cittadini e famiglie devono affrontare la crisi sociale, l’aumento dei carburanti, del gas e tutto ciò che consegue. Ma questo non dipende né dal Comune né dal sindaco e neppure dalla maggioranza in consiglio comunale".