È una nota di poche righe, firmata da presidente e direttore generale di Amiu, Giovanni Battista Raggi e Roberto Spera, a riaccendere la discussione politica sui costi del ciclo dei rifiuti. A pochi giorni dall’attacco alla nuova giunta di Pietro Piciocchi, che dai banchi dell’opposizione aveva denunciato l’imminente aumento della Tari a partire dal prossimo anno previsto tra le pieghe della relazione previsionale dell’azienda della raccolta rifiuti, la risposta arriva direttamente dai vertici della partecipata. Con una nota congiunta che si presenta come prettamente tecnica, ma dal peso specifico soprattutto politico.
“Il piano economico dell’azienda è stato elaborato in costante interlocuzione con l’amministrazione comunale dell’epoca, ivi compreso l’Assessore al Bilancio e Vicesindaco facente funzione”, si legge nella nota. Come a dire: Aumenterà la Tari, ma la scelta è (anche) dello stesso Piciocchi. L’aumento della Tari è possibile, insomma, ma il centrodestra lo sapeva.
“A tutela dell’onorabilità e della professionalità dei dipendenti, dei dirigenti e degli amministratori di AMIU, riteniamo doveroso precisare che il Piano Economico Finanziario approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’azienda in data 26 maggio 2025 è frutto di un approfondito lavoro tecnico avviato già nel mese di ottobre 2024”, si legge nella dichiarazione dei vertici di Amiu.








