TREVISO - Il centrodestra ribolle. A scaldare la temperatura stavolta è il giallo della condivisione del maxi piano di aumenti in maggioranza. La giunta assicura che c'è stato. «Io ero seduto lì», dice Riccardo Barbisan, assessore al bilancio, indicando una sedia di Ca' Sugana. Ma alcuni consiglieri confermano di essere stati informati solo a margine del consiglio di giovedì scorso. Quasi dieci giorni dopo la riunione di giunta del 18 novembre, prima delle elezioni regionali. Quel che è certo è che alcuni militanti di Fratelli d'Italia non mandano giù l'idea di essere stati tenuti all'oscuro anche dagli assessori meloniani Gloria Sernagiotto e Rosanna Vettoretti, oltre che dai consiglieri.
Un piano come quello approvato a Ca' Sugana avrebbe potuto scatenare un putiferio prima delle elezioni, in un clima già teso in casa centrodestra per il "congelamento" proprio di Sernagiotto e Vettoretti in seguito al caso delle critiche a Conte mosse da Fabio Crea, esponente di FdI, sulla sicurezza in via Roma. Invece è rimasto tutto sottotraccia.
Ora, però, un gruppo di militanti di FdI ha chiesto una riunione di circolo per un confronto. Al punto fatto ieri dalla giunta per spiegare gli aumenti c'erano, oltre al presidente del consiglio comunale Antonio Dotto, anche i capigruppo di Lega e FdI, rispettivamente Cristian Schiavon e Guido Bertolazzi. Come a dire: uniti e compatti. Basterà? «I panni sporchi si lavano in casa», è il messaggio sibillino affidato ieri ai social da Carlo Alberto Correale, consigliere meloniano in pole per sostituire Bertolazzi nel ruolo di capogruppo, perché considerato troppo vicino a Conte.







