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23 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 20:30
Un “accordo” a tre l’allora sindaco Matteo Ricci, uno dei suoi più stretti collaboratori e l’uomo che gestiva due associazioni senza scopo di lucro. Così ci guadagnavano tutti: soldi e vacanze, il secondo, Massimiliano Santini; molti soldi il terzo, Stefano Esposto. Mentre il sindaco ne avrebbe tratto una “utilità non patrimoniale” che – secondo la procura di Pesaro – sarebbe consistita in un “rilevante beneficio in termini di accresciuta popolarità e consenso”.
Sono questi i motivi, sostiene la pubblico ministero Maria Letizia Fucci, che avevano spinto i tre a un’intesa, coinvolgendo a cascata l’ex capo di gabinetto Franco Arceci e 20 tra funzionari e dipendenti del Comune di Pesaro. Corruzione per 16 dei 24 indagati, ex sindaco compreso, ipotizza la magistrata che contesta anche, a vario titolo, i reati di falsità ideologica, indebita percezione di erogazioni pubbliche, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, induzione indebita e peculato. Accuse che rischiano di squassare la corsa di Ricci, ora eurodeputato del Pd, alla guida della Regione Marche con il sostegno di tutte le forze del centrosinistra.














