In silenzio davanti ai pm di Pesaro ma risponde alle domande dei giornalisti e accusa l'ex sindaco Matteo Ricci.

Sull'indagine per corruzione, che coinvolge anche l'attuale candidato a presidente di Regione del centrosinistra per fatti relative al mandato da primo cittadino, piomba il caso delle dichiarazioni a La Verità dell'ex collaboratore di Ricci per social ed eventi e co-indagato, Massimiliano Santini.

All'interrogatorio aveva scelto di non rispondere alle domande della Procura ma poi ha parlato con i cronisti, annunciando di aver contattato un altro legale in vista di un incontro con i pm. Fatti che hanno indotto il suo difensore, Paola Righetti, a rinunciare al mandato di difesa lunedì scorso. Ai giornalisti, Santini aveva confidato di "sentirsi annebbiato, di non avere ricordi chiari e di sentirsi già in galera"; aveva poi in sostanza smentito Ricci, affermando che l'ex sindaco "conosceva benissimo" l'Associazione Opera Maestra, una delle due no profit destinatarie di affidamenti diretti del Comune per 509mila euro tra il 2019 e 2024, poi finiti nel mirino della Procura. Ricci dice non aver "mai avuto a che fare direttamente con queste associazioni, perché cerca di lavarsi le mani di tutto", aveva chiosato Santini, parando anche ai rapporti di conoscenza dell'ex sindaco con il presidente delle due no profit, Stefano Esposto, anche lui indagato, con cui "è uscito due tre volte in mountain bike". Santini aveva escluso che l'ex sindaco avesse incassato soldi, riferendo però Ricci avrebbe "usufruito" della sua casa per appoggiarsi in un periodo particolare. Un immobile che, nell'ambito dell'accusa contestata, sarebbe stato acquistato da Santini in parte con denaro ricavato dai presunti affidi irregolari.