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30 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 16:27
E’ durato 5 ore l’interrogatorio di Matteo Ricci, l’ex sindaco di Pesaro, oggi candidato del centrosinistra alla Regione Marche. “Ho risposto a ogni domanda, e ho raccontato tutto ciò che so rispetto ai fatti contestati e rispetto alla mia attività da sindaco”, ha detto una volta uscito dagli uffici della guardia di finanza e ha aggiunto: “Ho ribadito la mia assoluta estraneità ai fatti. E anzi ho apportato anche un contribuito ulteriore per l’accertamento della verità. Ringrazio quindi i magistrati per il loro lavoro, sono molto sereno e determinato e adesso torno a quello che ho sempre fatto: fare campagna elettorale tra la gente e per la gente”. Questo interrogatorio era atteso anche per le conseguenze politiche: ieri il leader M5s Giuseppe Conte ha chiesto ai gruppi pentastellati delle Marche – alcuni poco convinti che sia il caso di mollare il candidato di centrosinistra – di riunirsi per valutare la situazione. Oggi il leader 5stelle li sentirà e a quel punto deciderà il da farsi: se continuare a sostenere la candidatura di Ricci o meno.
Ricci è indagato con altre 23 persone nell’ambito dell’inchiesta “Affidopoli” della procura di Pesaro. Tra gli iscritti anche Massimiliano Santini, l’uomo scelto dall’ex sindaco come collaboratore per gestire social ed eventi. Santini è accusato di aver favorito “la creazione di un rapporto privilegiato tra il Comune di Pesaro e le associazioni culturali Opera Maestra e Stella Polare”, di cui era presidente Stefano Esposto, garantendo l’affidamento diretto a queste associazioni. A sua volta avrebbe ricevuto “dall’associazione Opera Maestra denaro e altre utilità per complessivi 106 mila euro”. Tra gli affidamenti ritenuti illegittimi dai pm – in totale per circa 509 mila euro – ci sono il “cascone” di Valentino Rossi, scultura in piazza D’Annunzio, e il murales dedicato alla senatrice a vita Liliana Segre.














