Matteo Ricci, candidato per il centrosinistra nella regione Marche e finito al centro di un’inchiesta su presunti affidamenti illeciti, è arrivato negli uffici della guardia di finanza di Pesaro per l’interrogatorio. Ha salutato i cronisti presenti senza rilasciare dichiarazioni.
Sindaco di Pesaro dal 30 maggio 2019 al 24 giugno 2024, è accusato dai magistrati di aver chiuso più di un occhio davanti alle malefatte di alcuni personaggi a lui vicini, davanti a svariate irregolarità «nella realizzazione di opere ed eventi pubblici del Comune». Come mai? Per fare bella figura. Perché così «l’immagine dell’azione amministrativa e politica» del primo cittadino era di «efficacia ed efficienza». Perché così cresceva in «popolarità e consenso».
L’INTERVISTA
Giuseppe Conte: “Su Marche e Campania niente scambi. Verso Ricci non c’è spirito sanguinario”
La procura di Pesaro l’ha indagato per concorso in corruzione insieme ad altre ventitré persone: l’ex capo di gabinetto e poi collaboratore Franco Arceci, funzionari del municipio e i direttori generali di di Aspes, le due partecipate del comune che sarebbero state utilizzate per aggirare le procedure di evidenza pubblica degli incarichi.













