Il Consiglio comunale di mercoledì scorso si è concluso con un autentico scossone politico: la delibera sulle tariffe TARI 2026 è stata respinta, ottenendo soltanto quattro voti favorevoli.

Un verdetto che, secondo i consiglieri di opposizione Celestri, Giampietro, Iozzia, Pisana e Sulsenti, sancisce la fine della maggioranza a sostegno del sindaco Roberto Ammatuna.

La replica della minoranza è arrivata con una nota ufficiale che respinge al mittente le accuse dell’amministrazione. Il tentativo del primo cittadino di attribuire le responsabilità alla minoranza viene definito un “disperato tentativo propagandistico”.

Al centro della contestazione, la gestione dell’iter contabile, bollata come caotica e tardiva: il provvedimento è approdato in aula in regime d’urgenza a 48 ore dalla scadenza perentoria del 31 luglio, privo degli atti indispensabili per una valutazione puntuale, costringendo i consiglieri a votare “al buio”.

Tra i rilievi più pesanti figura anche la pianificazione dei pagamenti per l’anno in corso: l’assenza di un’adeguata programmazione avrebbe imposto a famiglie e attività commerciali di concentrare il versamento della TARI in quattro rate negli ultimi quattro mesi dell’anno, periodo già appesantito da altre scadenze fiscali e dalle bollette invernali.