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Gli emendamenti dell’opposizione approvati all’unanimità, le delibere presentate dall’Amministrazione approvate all’unanimità anch’esse. La prima “vera” seduta di consiglio comunale va via così, liscia come l’olio, in apparente contrasto con il clima rovente che si respira nelle strade della città. Non era questa, del resto, l’occasione giusta per far emergere le tensioni politiche che, invece, avevano caratterizzato le battute d’esordio di questo mandato. Tensioni che, questa è la sensazione, sono solo rimandate.

Ieri, infatti, si discuteva di atti “obbligati”, come una variazione di bilancio tecnica e la mappa aggiornata al 2025 delle porzioni di città attraversate da incendi (tema quantomai attuale), e di una delibera i cui esiti non contemplano reali divisioni politiche, quella sulle agevolazioni legate alla Tari. Pochi gli accenni di polemica, da Libero Gioveni (Fratelli d’Italia) che osserva che se non ci fossero state le dimissioni del sindaco Basile a febbraio quest’atto si sarebbe discusso molto prima al “solito” Marcello Scurria che chiede – come Alessandro Russo del Pd – che ci assuma l’impegno di ampliare il più possibile la platea dei beneficiari.