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Sulla carta avrebbe dovuto essere una seduta senza fuochi d’artificio, anzi: all’ordine del giorno del Consiglio comunale convocato per ieri pomeriggio dal presidente Massimiliano Minutoli c’era una di quelle delibere considerate di routine, la costituzione delle Commissioni consiliari permanenti. Sempre sulla carta, non ci si attendeva grandi scossoni, considerato che l’impianto generale dell’atto era già stato discusso e sostanzialmente approvato in conferenza dei capigruppo, quindi da tutti i rappresentanti dei vari schieramenti politici. Tutto sulla carta.

Poi, però, entra in scena il fattore Marcello Scurria, che rende incandescente – altro che fuochi d’artificio – un dibattito che, alla fine, dura circa cinque ore, ma che, soprattutto, lascerà dietro di sé strascichi importanti, in particolar modo tra le file dell’opposizione, ancor di più dentro un Centrodestra spaccato. La sintesi è che le altre forze della coalizione – Fratelli d’Italia, Lega e Grande Sicilia – finiscono per “isolare” tutte le iniziative che Scurria prende durante la seduta, fin dal principio, lasciando che solo i due esponenti del gruppo che dell’avvocato porta il nome, “Marcello Scurria Sindaco”, il capogruppo Pippo Capurro e Simona Contestabile, ne sostengano le azioni. Anzi, in più occasioni arriva il supporto, tutt’altro che scontato, dei tre consiglieri del Partito Democratico, con l’altra candidata sindaca delle scorse elezioni, Antonella Russo, che appare come la più “solidale” con le questioni sollevate da Scurria.