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Ci vorranno almeno altre due settimane prima di avere il quadro definitivo e certo della composizione del prossimo consiglio comunale. Nei giorni scorsi ci siamo sbilanciati nell’elencare i 32 più probabili eletti, ma le tante anomalie che stanno emergendo dalle operazioni di verifica in corso all’Ufficio centrale elettorale insediatosi a palazzo Zanca sono un invito alla prudenza, anche perché non mancano le situazioni in bilico. C’è ancora una partita aperta, ad esempio, tutta interna al Centrodestra, con Fratelli d’Italia che non ha smesso di sperare in un terzo seggio, oltre a quelli che sembrano ormai certi per Libero Gioveni e Dario Carbone, e che eventualmente andrebbe a Debora Buda, ma che verrebbe sottratto alla Lega, che in questo momento considera eletti sia Amalia Centofanti che il secondo arrivato, Cosimo Oteri. Nel complesso calcolo del metodo metodo d’hondt, in fatti, “ballano” pochi voti per far pendere l’ago della bilancia dall’una o dall’altra parte.
Nel Partito democratico il capogruppo uscente, Felice Calabrò, ad oggi è fuori per una manciata di voti rispetto al trio degli eletti: la prima per distacco, Mariella Perrone, e i due Russo, Alessandro e Antonella, ma anche qui l’esiguità del vantaggio suggerisce attesa. Altra situazione in bilico, quella che caratterizza la lista Messina Protagonista, nella galassia di Sud chiama Nord, dove oltre a Paolo Alibrandi, ex presidente di Amam, e Alessandro La Cava, ex cda di Arisme, il terzo seggio se lo contendono Antonino Bonfiglio, al momento in vantaggio, e Simona Paratore. Anche qui bisognerà attendere.











