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In scena il primo Consiglio comunale con la commissione d’accesso antimafia insediata e l’aula un campo minato: tutti presenti, Sacco collegata ancora da remoto, ma a incendiare la seduta è la consigliera di maggioranza Giusy Magno che parte in quarta rivendicando la delega alla Sanità e il lavoro fatto su prevenzione, scuole, ospedale e apertura dell’Aft. «Sono risultata la donna più votata della città, non ho chiesto posti in giunta – ricorda – non ho mai preteso un assessorato, non mi sono tirata indietro neppure in gravidanza», poi affonda il colpo sul 30 dicembre quando, al nono mese, è stata costretta a letto, «pur avendo avvisato il presidente del Consiglio, è passato il messaggio che la mia assenza fosse voluta, come se una madre incinta non avesse diritto a tutelare la propria salute, come se la vita di una figlia valga meno di una presenza in aula».
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