Pubblicato il: 05/07/2026 – 19:00

di Paola Suraci

GIOIA TAURO Tra le 42 candidature depositate dal centrodestra per il rinnovo del consiglio metropolitano di Reggio Calabria del 19 luglio, manca un nome che in pochi si aspettavano assente: quello di Simona Scarcella. E non manca solo il suo. Non c’è il presidente del consiglio comunale, non ci sono i consiglieri azzurri che da due anni sostengono la sua giunta. Un vuoto che a Palazzo Alvaro pesa, perché riguarda uno dei comuni più grandi e strategici dell’intera Città Metropolitana – porto compreso – proprio nel momento in cui la sua amministrazione affronta il passaggio più delicato della sua storia recente. Perché mentre la politica si consuma tra liste depositate e assenze eccellenti, al Comune di Gioia Tauro lavora dal 10 aprile scorso la commissione d’accesso disposta dal prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro per verificare la regolarità degli atti amministrativi. La commissione è presieduta dal viceprefetto Francesco Campolo ed è composta anche da rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Ha un mandato di tre mesi, quindi in scadenza proprio in questi giorni, salvo proroga di altri novanta giorni, e sta setacciando appalti, affidamenti diretti e la gestione dell’ufficio tecnico – compreso, secondo alcune ricostruzioni, il “lascito” della precedente amministrazione Alessio, un pacchetto di opere pubbliche da oltre 70 milioni di euro. Non è un dettaglio da poco: è lo strumento che, nei casi più gravi, può portare allo scioglimento di un consiglio comunale.