Il clima torrido di questi giorni sembra avere effetto anche sul Consiglio comunale di Agrigento, che si prepara ad un nuovo scontro senza quartiere anche dentro la maggioranza di centrodestra per la distribuzione delle poltrone e delle presidenze all’interno delle commissioni consiliari.

Se, infatti, ad ogni consigliere spetta far parte di almeno una delle 6 commissioni permanenti (Programmazione, sviluppo ed occupazione; Lavori pubblici, urbanistica;

Servizi Sociali, Sanità, Famiglia; Finanze, Bilancio e Patrimonio e Pubblica istruzione, Cultura, Sport, Turismo e infine Affari istituzionali) altro paio di maniche è decidere quale gruppo politico deve essere presente e dove ma, soprattutto, a chi spetta il ruolo di presidente.

Un’alchimia che è sempre stata difficile, anche in tempi di tregua post elettorale tra le varie formazioni in campo, ma che ora appare particolarmente complicata se si considera lo scontro interno al centrodestra (che è maggioranza numerica in aula) dopo la spaccatura del fronte che si è registrata con l’elezione a presidente di Giovanni Civiltà con i soli voti di Mpa e Forza Italia. Il “duopolio” si starebbe preparando a fare ancora una volta la parte del padrone, e questo ha provocato la reazione degli esclusi, cioè Fratelli d’Italia, Lega e Dc, ma anche Pd e Controcorrente, che con il partito della Meloni in aula “Sollano” avevano già trovato un equilibrio precario che aveva portato all’elezione della commissione elettorale, anche questo terreno molto ambito.