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di Gioacchino Schicchi

03 Luglio 2026, 00:11

Alla fine, così come era avvenuto per le amministrative, il centrodestra di Agrigento dice a lungo di voler cercare l'unità salvo poi spaccarsi sulle posizioni dei singoli. Anche per l'elezione del presidente del Consiglio comunale di Agrigento la maggioranza numerica dell'Aula si è divisa in modo probabilmente irreparabile. Per tutta la giornata di ieri si era inseguita la notizia di un possibile nuovo rinvio, che sarebbe stato auspicato soprattutto dai tavoli palermitani per evitare una nuova scissione pubblica. Ipotesi che a livello locale è stata respinta con decisione, con un grande lavoro di cucitura portato avanti dai "sarti" agrigentini. Arrivati in aula "Sollano" lo schema è apparso subito chiaro: si è "bruciata" la prima votazione, data l'impossibilità di trovare una quadra, e si è puntato al secondo tentativo, quando è bastata la maggioranza semplice dei presenti e non quella assoluta per fare eleggere Giovanni Civiltà con i voti di Forza Italia, Forza Azzurri e Mpa. Insomma, un grande ritorno del "duopolio" Gallo-Di Mauro. A 7 voti si è fermato Gerlando Piparo (Fratelli d'Italia), mentre a 4 Giampiero Carta (Pd), candidato da Dem e Controcorrente alla presidenza per una partita che è stata più di testimonianza che altro.