Giovanni Civiltà concede il bis. Con 10 preferenze, l’esponente di Forza Italia è stato rieletto alla presidenza del Consiglio comunale di Agrigento, carica che aveva già ricoperto nel corso della precedente consiliatura. A blindare il suo nome e a garantirne il ritorno sullo scranno più alto dell'aula sono stati i voti compatti dei consiglieri forzisti, uniti a quelli dei rappresentanti del Movimento per le autonomie (Mpa).
L'esito del voto, tuttavia, restituisce la fotografia plastica di un centrodestra profondamente frammentato. Lo sfidante Gerlando Piparo, espressione di Fratelli d'Italia, si è infatti fermato a quota 7 voti. Una spaccatura evidente che si consuma a scrutinio segreto e che si consuma indipendentemente dalle dichiarazioni di facciata e dai tentativi di mediazione della vigilia.
Il discorso del presidente: «Abbattiamo i muri»
Subito dopo l'elezione, Civiltà ha preso la parola tracciando la rotta del suo nuovo mandato, puntando tutto sul ruolo di terzietà e sulla necessità di restituire dignità istituzionale all'assemblea: «Sarò supremo garante e moderatore, rimanendo fuori da ogni fazione. Dobbiamo ridare al Consiglio comunale la propria centralità. Le decisioni si sono spostate altrove, il dibattito si è appiattito. Ora è il momento di ridare centralità alle idee di chi è stato eletto per volontà popolare. Che quest’aula torni il cuore della città, un luogo dove si decide il futuro di Agrigento».







