HomeEconomiaEx Ilva, la gara è da rifare. Via al piano straordinarioIl governo cerca un nuovo investitore dopo lo stop dei giudici all’area a caldo. Da martedì tavolo tecnico al Mimit con enti locali e sindacati. Scatta lo sciopero.Adolfo Urso, ministro delle ImpreseRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Andrea Ropa

La partita ricomincia da zero. O, forse, da un punto ancora più complicato. La decisione della Corte d’Appello di Milano di imporre la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto entro 90 giorni cambia infatti le carte sul tavolo e costringe il governo a riscrivere il futuro del più grande polo siderurgico italiano. La gara per la cessione dell’azienda sarà rifatta e si apre una nuova fase, nella quale la priorità diventa evitare che allo stop degli altiforni segua la smobilitazione dell’intero gruppo. È questa la principale conclusione del vertice di ieri a Palazzo Chigi, al quale hanno partecipato il sottosegretario Alfredo Mantovano, i ministri Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso e Marina Calderone, i commissari di Ilva e Acciaierie d’Italia e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Il decreto dei giudici milanesi, motivato dalle criticità ambientali e sanitarie legate alle emissioni di polveri e alla presenza di amianto, rende di fatto impraticabile il percorso di vendita costruito finora. Secondo Acciaierie d’Italia, infatti, non sarebbe tecnicamente possibile completare la rimozione dell’amianto nei tre mesi previsti dal provvedimento giudiziario. Di conseguenza, l’area a caldo non rappresenta più un asset sul quale impostare il rilancio industriale.