L’assalto al cantiere della Torino-Lione in Val di Susa e il bilancio di oltre 140 agenti feriti provocano la dura reazione della politica. Dal centrodestra arriva una condanna unanime degli scontri: la Lega parla di «terrorismo di piazza» e rilancia la proposta di introdurre un nuovo reato per colpire le forme più violente di protesta. «Quanto avvenuto in Val Susa – afferma il Carroccio in una nota - è un attacco premeditato eversivo contro donne e uomini in divisa, un atto di squadrismo inaccettabile».

Cirio: “La Tav è frutto di un confronto democratico” A intervenire è anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che definisce gli scontri «un fatto gravissimo e intollerabile». «A sinistra tutti condannano le violenze ma ci aggiungono sempre un “ma”. Non si assaltano e si danno alle fiamme due camionette della polizia. Su questo dovremmo essere tutti d’accordo», afferma in un’intervista al Corriere della Sera. Per il Cirio, la Torino-Lione è il risultato di un percorso istituzionale: «Non è stata estratta a sorte o decisa da uno che passava per caso. È frutto di un confronto democratico che riguarda l’Europa e i governi». Secondo il presidente della Regione, dopo la fase del confronto politico «le cose vanno fatte» e le decisioni assunte devono essere rispettate.