L’obiettivo dei No Tav era "arrecare più danni possibili ai cantieri e alle forze dell’ordine". Così la gip Giulia Caveglia, del tribunale di Torino, inquadra gli incidenti che si sono verificati in Valle di Susa durante la manifestazione dello scorso 25 luglio: un grande corteo per ribadire la contrarietà alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione che alla fine si è tramutato in una "azione violenta preordinatamente concertata", con centinaia di dimostranti suddivisi in gruppi diversi che, operando In maniera organizzata, hanno dato l’assalto alle recinzioni del cantiere riuscendo anche a forzarle in almeno tre punti e ad irrompere all’interno del perimetro.

La ricostruzione è contenuta nell’ordinanza con cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere per i due giovani tedeschi (una ragazza di 21 anni e un ragazzo di 25) arrestati il giorno successivo dalla polizia con il meccanismo della flagranza differita. Entrambi, nonostante abbiano respinto gli addebiti, sono sospettati di avere preso parte solo a una piccola porzione degli scontri. Il resto è ricostruito in maniera dettagliata dalla giudice, sulla scorta dei primi report investigativi, insieme a una considerazione: l’obiettivo dei No Tav «è stato in effetti raggiunto», vista «l'entità e la gravità dei danni alle strutture» e visti i 148 appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti (nove hanno presentato denuncia).