Uscendo dall’Odissea di Nolan ero ammirato dalla persistenza profonda e proteiforme del nostro immaginario omerico.
Ma anche annoiato dalla carneficina dei Proci, lunga e scontata in versione saloon; perplesso dalla visione retorica del triangolo edipico Odisseo-Penelope-Telemaco (e pensavo all’intelligenza affettiva del film di Uberto Pasolini Itaca.
Il ritorno); distratto dalle mie fissazioni, …














