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Nicola Gardini e Silvia Romani a cura di Cecilia Bressanelli

«La Lettura» ha visto il kolossal con Nicola Gardini («Mostra un Ulisse che teme di trovare a Itaca le macerie che lui stesso ha creato») e Silvia Romani («Non possiamo parlare di tradimenti, questa è un'altra cosa rispetto a Omero»)

Questo articolo è tratto da «la Lettura» #764 del 19 luglio, disponibile nell'App del supplemento.

Il viaggio di Odisseo/Ulisse portato sul grande schermo da Christopher Nolan è travolgente. «Pesca poco dal testo di Omero», dice Nicola Gardini. «Lo fa suo», replica Silvia Romani. Il regista di Oppenheimer, sul padre della bomba atomica, firma il tredicesimo film, Odissea, uscito giovedì 16 con Universal; l’ha scritto e diretto a partire dal poema omerico «intrigato — ha spiegato — dall’idea di affrontare la più grande delle storie con un budget (250 milioni di dollari la stima, ndr) e un cast di massimo livello, e riversare in questo mondo tutte le tecniche e le risorse di una massiccia produzione hollywoodiana», girato con cineprese Imax, in pellicola dal grande e super dettagliato formato. «La Lettura» ha visto il film con i classicisti Nicola Gardini, docente di Letteratura italiana e comparata all’università di Oxford, che all’Odissea ha dedicato Il più bel romanzo del mondo (Garzanti, 2025), e Silvia Romani, docente di Religioni e Mitologia del mondo classico alla Statale di Milano, autrice di Omero, delle armi e del vero amore (il Mulino, 2024).