I datacenter sono fondamentali per il corretto funzionamento dei servizi di intelligenza artificiale. Le aziende attive nel settore, quindi, stanno investendo molto nel settore e intendono potenziare in modo significativo l'infrastruttura, in particolare negli USA. Molti americani, però, si stanno opponendo alla rapida espansione dei datacenter.

Crescono le proteste contro la costruzione dei datacenter

La prova è arrivata nei giorni scorsi, con una serie di proteste in vari Stati americani. Le proteste (in copertina è riportata un'immagine di repertorio, non una foto delle reali proteste) sono state coordinate da HumansFirst, che si oppone alla costruzione "incontrollata" di datacenter che rappresenterebbe una "inaccettabile violazione della nostra libertà".

Il bilancio dello scorso weekend parla chiaro: nella sola giornata di sabato, infatti, si sono tenute 142 proteste in 42 Stati americani. Non ci sono dati precisi sul numero di manifestanti che hanno preso parte all'iniziativa. In alcuni casi, però, le proteste hanno registrato una partecipazione inferiore alle aspettative, come riferito dagli organizzatori.

Tra le richieste dei gruppi che hanno coordinato le proteste ci sono la trasparenza nel processo di sviluppo, la tutela delle risorse e della salute ambientale, benefici per la comunità come la creazione di posti di lavoro sindacalizzati ben retribuiti e un meccanismo per responsabilizzare i proprietari delle infrastrutture qualora non rispettino gli impegni presi.