Secondo il NyTimes Paesi esteri starebbero diffondendo dei contenuti destinati al pubblico statunitense, sfruttando i media statali per mettere in cattiva luce la costruzione di data center
Mentre lo Stato di New York impone una moratoria di un anno per fermare la costruzione dei nuovi data center, emerge la preoccupazione che molte delle posizioni di scetticismo manifestate dagli statunitensi nei confronti di queste grandi infrastrutture siano in realtà segretamente “pilotate” da attori stranieri. Le battaglie globali per l’egemonia tecnologica ed economica si giocano infatti anche sul terreno dell’informazione, con l’obiettivo di influenzare il dibattito pubblico e orientare le opinioni dei cittadini. Secondo quanto riporta il New York Times, Cina, Russia e in misura minore anche l’Iran, starebbero diffondendo una serie di contenuti destinati al pubblico statunitense, sfruttando i media statali allo scopo di mettere in cattiva luce la costruzione di data center nel Paese. Video, fumetti, post e articoli redatti in lingua inglese presenterebbero le infrastrutture che alimentano l’intelligenza artificiale come una minaccia per il benessere economico e fisico degli americani, simulando l’aspetto di notizie provenienti da notiziari locali o fingendo di esprimere il punto di vista della popolazione del luogo. In realtà, secondo quanto ricostruisce il New York Times, si tratterebbe di contenuti prodotti all’estero, costruiti appositamente per indirizzare l’opinione pubblica su una questione già di per sé divisiva. Si tratterebbe di vere e proprie operazioni di disinformazione, di cui però è difficile stimare l’impatto effettivo sulla popolazione.










