Un contractor di Meta ha fatto arrivare nel sistema idrico di una città del Wyoming un ceppo batterico pericolosissimo che ha richiesto mesi di lavoro per essere rimosso

Il dibattito sui data center per alimentare la corsa all’AI è ormai al centro della politica americana (e presto anche europea) e un caso di cronaca che coinvolge Meta (l’azienda proprietaria di Facebook e Instagram) ha appena dato un’argomentazione molto convincente a chi si oppone a queste nuove mega-strutture affamate di acqua ed energia elettrica. A Cheyenne, nello stato del Wyoming, un data center affiliato a Meta ha contaminato la rete idrica della città con il Cupriavidus gilardii, un batterio molto pericolo per chi è immunodepresso, resistente a diversi tipi trattamenti e che segnala l’incompetenza e la fretta di chi ha gestito i lavori di costruzione del data center.

Cosa è successo e i rischi per la salute

A segnalare la presenza del batterio è stata l’azienda idrica di Cheyenne, che ha puntato il dito contro il data center al servizio di Meta per «significativa inosservanza delle normative cittadine sul pretrattamento industriale delle acque reflue» nelle parole della Board of Public Utilities (BOPU) cittadina. I responsabili della contaminazione sono i progettisti della Goat System LLC, l’azienda che sta realizzando per conto di Meta il data center da 800 milioni di dollari.