In America la rivolta contro l’intelligenza artificiale (AI), Big Tech e i signori dell'algoritmo prende una piega pericolosa: si affaccia il rischio di attentati ai danni dei top manager della Silicon Valley. Intanto un altro tipo di rivolta, le mobilitazioni locali contro la costruzione di data center, viene in parte sobillata da una regia esterna: Cina e Russia, spesso fabbricando fake news con l’AI, soffiano sul fuoco delle proteste per sabotare la leadership americana nel settore.
The Wall Street Journal ha ricostruito questo episodio. Un uomo entra nella hall di Anthropic incollandosi a un dipendente che ha appena usato il badge aziendale per superare i controlli. In mano l’intruso stringe una busta con il nome di uno dei massimi dirigenti dell'azienda. Alla guardia che lo blocca dice che quel dirigente «sta per essere ucciso» e che deve avvertirlo. È il 15 aprile, cinque giorni dopo che un uomo in Texas ha lanciato una bottiglia incendiaria contro la casa di Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, portando con sé un manifesto che invocava l'uccisione dei capi dell'industria dell'intelligenza artificiale. Nessuno viene arrestato, nessuno viene ucciso o ferito. Ma l'episodio, che il Wall Street Journal ha ricostruito attingendo a documenti di polizia, è il sintomo di qualcosa che nella Silicon Valley non si vedeva da tempo: la paura fisica.






