HomePoliticaStabilicum, divisione a destra. Il testo non accelera in Senato. Resta la distanza sulle preferenzeForza Italia spaccata in due. Ma la resa dei conti in maggioranza slitta a settembre. Vannacci attacca: “Tirate fuori gli attributi”. Da sciogliere il nodo sulle liste piccoleLa presidente del Consiglio Giorgia Meloni riceve a Palazzo Chigi il primo ministro del Portogallo, Luís Montenegro. Roma 20 luglio 2026. ANSA/Filippo Attili - Uff stampa Palazzo Chigi + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPKRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 20 luglio 2026 – Incardinare sì, ma col freno a mano tirato. L’esame dello Stabilicum muove i primi passi nella commissione Affari costituzionali del Senato. L’Ufficio di presidenza, oggi all’ora di pranzo, è chiamato a tracciare il calendario delle audizioni: le opposizioni le pretendono a gran voce, Fratelli d’Italia si adegua senza erigere barricate. Nessuno, però, scommetta su un’accelerazione pre-ferragostana: complice l’impegno sul decreto immigrazione e le tensioni di maggioranza, la resa dei conti slitta direttamente a settembre. È melina pura, calcolata al millimetro. Serve al centrodestra per far decantare i sondaggi, svelenire il clima e disinnescare trappole ad alto potenziale esplosivo. Ma a dettare il ritmo dell’attesa è soprattutto la cautela di Giorgia Meloni. La premier vuole congelare lo scontro ed evitare insidie parlamentari sul rettilineo che la conduce al 4 settembre: la data cerchiata in rosso in cui potrà intestarsi il primato dell’esecutivo più longevo nella storia della Repubblica.