HomePoliticaL’analisi di Vespa. La compattezza dopo lo strappo. Ma il centrodestra cerca risposteMeloni porta a casa un risultato politico e mediatico rilevante, intestandosi la difesa delle preferenze. Resta aperto l’interrogativo: perché Forza Italia e Lega hanno votato contro? Il nodo delle divisioni interneNell’immagine d’archivio, il vicepremier Antonio Tajani (Forza Italia), la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (FdI) e il vicepremier Matteo Salvini (Lega)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 17 luglio 2026 – Saranno due mesi operosi quelli che ci separano da settembre quando la nuova legge elettorale, approvata ieri alla Camera, passerà al Senato per il varo definitivo. Già nella giornata di mercoledì, dopo la clamorosa bocciatura del giorno precedente, la maggioranza di centrodestra si era ricompattata, come ha fatto ieri nella votazione definitiva. Lo schiaffo di martedì è stato pesante per Giorgia Meloni (e pesantissimo per Tajani e Salvini). Ma la presidente del Consiglio porta a casa un risultato politico e mediatico rilevante perché può intestarsi la difesa delle preferenze e quindi il contrasto al pieno dominio dei partiti sui candidati con le liste bloccate.
L’analisi di Vespa. La compattezza dopo lo strappo. Ma il centrodestra cerca risposte
Meloni porta a casa un risultato politico e mediatico rilevante, intestandosi la difesa delle preferenze. Resta aperto l’interrogativo: perché Forza Italia e Lega hanno votato contro? Il nodo delle divisioni interne















