Certo che hanno i loro bei grattacapi, Giorgia Meloni ed Elly Schlein. La presidente del Consiglio deve tenere a bada gli animal spirits della coalizione; la leader del Pd deve rinverdire quotidianamente la testarda unitarietà del Campo Largo per evitare, basta una distrazione, che si sfasci. Rarissimamente le loro rispettive agende si incrociano, vedi sulla tutela di Mps (istituto di credito da non smembrare, dicono entrambe), a partire dall’attenzione rivolta al territorio senese, che teme di perdere la propria centralità geografica qualora dal Monte dei Paschi venisse cancellata la parola “Siena” nella dicitura ufficiale. Ma sono solo lampi fra due signore della politica che si detestano cordialmente. Un po’ su tutto. Vedi l’immigrazione.

“È clamoroso il boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni di sospendere Schengen contro la Spagna”, ha detto la segretaria del Pd: “E così appena dopo la Germania, l'Austria e la Svizzera, anche la Finlandia e la Svezia dichiarano che ricominciano a rimandare in Italia i migranti entrati in Europa dal nostro Paese”.

Pronta la replica della presidente del Consiglio: “Prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla. Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro. Ed è proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei migranti cosiddetti ‘Dublinanti’. Le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati”.