Rianimati

Ottavia Munari

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Nonostante il via libera di tutto il centrodestra e l’appello finale del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, lo scrutinio segreto ha svelato quanto sia profonda la “palude” in Parlamento. Sì, la bocciatura dell’emendamento a firma Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Unione di Centro sulle preferenze è stata una triste pagina politica. L’iter non si arresterà, anzi, come ha ricordato il Presidente del Senato Ignazio La Russa, “nel bicameralismo esiste la concreta possibilità di modificare, anche chirurgicamente, quanto votato alla Camera”. A buon intenditor poche parole.

Eppure, il problema di fondo, di questi anfibi che sguazzano nella palude, da trent’anni scelti dai partiti e non dagli elettori resta, eccome. Sia chiaro, la trentina di franchi tiratori tra le fila della destra sono a pari livello dell’opposizione che da due giorni gongola come se avesse vinto il Mondiale. Han prestato loro il fianco e il risultato è stato il seguente: un circo molto tragico. L’opposizione si è lanciata – alla luce della votazione – in una narrazione apocalittica.