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La bocciatura dell’emendamento sulle preferenze alla Camera lascia una ferita politica nella maggioranza. Il voto segreto ha restituito un risultato inatteso: 188 contrari e 187 favorevoli, con il centrodestra costretto a fare i conti con circa trenta voti mancanti rispetto alle attese.«Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione», ha scritto Giorgia Meloni dopo il voto. La presidente del Consiglio non ha nascosto l’amarezza per una sconfitta arrivata sul filo di un solo voto, soprattutto perché sulla reintroduzione delle preferenze aveva deciso di esporsi in prima persona.«Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude. Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate», ha aggiunto la premier, criticando anche la reazione delle opposizioni, accusate di aver festeggiato «come se avessero vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari».

Il voto, però, non viene considerato un semplice incidente parlamentare. In Fratelli d’Italia la linea è quella di non minimizzare la portata politica dell’accaduto: la legge elettorale, viene sottolineato, non è un provvedimento ordinario e la sua approvazione rappresenta un passaggio delicato per la maggioranza.La caccia ai franchi tiratori