Caricamento player

Per la prima volta in 113 edizioni del Tour de France una tappa è stata accorciata per il caldo. Si sta parlando molto del caldo al Tour, la più prestigiosa corsa a tappe di ciclismo, perché i ciclisti ne sono molto influenzati, le squadre per raffreddarli usano molte risorse e le soluzioni non sono facili. Anche perché la gran parte delle corse di ciclismo più importanti si svolgono nell’Europa occidentale, dove a giugno le temperature sono state di 3,06 °C al di sopra della media degli ultimi decenni.

La nona tappa del Tour, da Malemort a Ussel, nella Francia centrale, sarebbe dovuta essere lunga 185,5 chilometri, ma è diventata di 155,5. Lo ha deciso la società che organizza la corsa, la Amaury Sport Organisation (ASO), vista una «ondata di caldo eccezionalmente intensa» prevista e poi verificatasi il 12 luglio in quella zona. Per quel giorno nella Corrèze il servizio nazionale meteorologico francese Météo-France aveva dichiarato l’allerta rossa a causa del gran caldo.

Sono settimane che in Francia le temperature sono molto alte e hanno causato un aumento della mortalità. Fin dalle prime tappe del Tour, che si sono disputate in Catalogna, in Spagna, i ciclisti hanno dovuto pedalare per ore a temperature comprese tra i 35 e i 40 °C. Spesso le tappe cominciano verso mezzogiorno o l’una del pomeriggio e finiscono verso le 17: si tengono insomma nelle ore più calde.