Da Barcellona a Parigi, toccando Bordeaux, Vichy, Mulhouse, Chambéry e l’Alpe d’Huez, tra le altre. Dal 4 al 26 luglio. Le tappe e le date sono quelle del Tour de France, competizione finita nel mirino di alcuni ricercatori che avvertono: le condizioni climatiche stanno diventando sempre più proibitive per assicurare la sicurezza dei ciclisti.
Il trend infatti che emerge guardando al passato è chiaro, scrivono i ricercatori sulle pagine di Scientific Reports. Dagli anni Settanta a oggi ha fatto sempre più caldo, e solo per fortuna, ammettono gli esperti - un team sparso tra Spagna, Francia e Gran Bretagna - i giorni più critici non sono stati quelli del tour. Ma le cose potrebbero cambiare in futuro, ed è bene farsi trovare pronti per quel giorno. Come? Programmando tappe e orari che non mettano a rischio la salute di nessuno, a partire dagli atleti impegnati nel tour. E non solo nel tour, ma in tutte le competizioni estive, rimarcano gli autori in una nota del Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), tra gli istituti che ha condotto lo studio.
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Sandro Iannaccone
Nello specifico i ricercatori hanno analizzato le condizioni climatiche delle edizioni del tour tra il 1974 e il 2023, concentrando le analisi su alcune località toccate di frequente durante il tour, come Bordeaux, il Colle di Tourmalet, l’Alpe d’Huez, Nimes e Tolosa. Come parametro di riferimento hanno utilizzato la temperatura di bulbo umido (Wet Bulb Globe Temperature), un valore che tiene conto della temperatura, dell’umidità, del vento: utile per chi svolge attività, comprese quelle sportive, all’aperto e al sole, spiegano dal National Weather Service statunitense. Quando questo valore raggiunge i 28°C le condizioni sono considerate ad alto rischio secondo l’International Cycling Union, ricordano gli esperti.






