Le mappe metereologiche lungo il percorso delle 21 tappe sta preoccupando esperti e organizzazione: “Picchi a 44°C. Mai così caldo in 113 anni”. Se si entrasse nella “Zona Rossa” potrebbe anche essere neutralizzata la corsa, di tappa in tappa.

L'allerta meteo è già attiva da giorni perché schiere di esperti stanno verificando ora per ora le mappe metereologiche lungo il percorso delle 21 tappe su cui si dipanerà il Tour de France 2026 in partenza oggi con la TTT a squadre e che attraverserà prima la Spagna per poi riversarsi, lato Pirenei, in Francia. Sono previsti picchi anche oltre i 44°C, temperatura che farebbe ampiamente scattare il protocollo HTP fino alla conseguenza estrema di interrompere la corsa.

Il Tour de France e il nuovo nemico da combattere: il caldo estremo Il Tour de France non è ancora iniziato ma si sta già avviando verso un incubo logistico e organizzativo senza precedenti, causato dalle variazioni climatiche che si riversano anche sul più importante GT dell'intero circuito UCI. Le autorità francesi e spagnole stanno infatti osservando con apprensione le mappe meteorologiche per l'avvicinarsi di una ondata di caldo estremo, con temperature che si spingeranno anche oltre i 44°C. Una situazione già ad alto rischio di intervento, visto che già la cappa di calore sta alimentando diversi incendi in Catalogna e nel Sud della Francia, dove nei prossimi giorni i corridori si ritroveranno proprio a passare. Le regioni che il Tour dovrà attraversare nelle prossime 72 ore sono attualmente contrassegnate tutte in rosso acceso sulle mappe di rischio, a causa della combinazione di siccità estrema e del vento di Tramontana che ha alimentato violenti incendi che stanno imperversando su entrambi i lati del confine franco-spagnolo: uno scenario preoccupante e che potrebbe comportare misure estreme da parte di ASO mai viste prima d'ora. Infatti, nei 113 anni di storia del Tour de France, non è mai successo che una tappa venisse annullata a causa di incendi boschivi o caldo eccessivo ma in questa edizione 2026 il nuovo protocollo HTP (High Temperature Protocoll) rivisto e corretto potrebbe anche far verificare questo evento epocale.