La Camera approva la riforma che potrebbe permettere a studenti e lavoratori fuori sede il voto senza rientrare nel proprio comune di residenza. Ora la parola passa al Senato: ecco cosa cambierebbe e come funzionerebbe il nuovo sistema.

“We Are the Champions”. La cantavano i Queen, oggi potrebbero cantarla anche studenti e lavoratori fuori sede.

La Camera dei deputati ha approvato poche ore fa il voto fuori sede, una riforma attesa da anni che potrebbe cambiare il modo in cui milioni di cittadini esercitano il proprio diritto democratico. Ora il testo passa al Senato: se arriverà anche il via libera di Palazzo Madama, il voto fuori sede diventerà una possibilità strutturale e non più una sperimentazione limitata ad alcune categorie o tornate elettorali.

Una piccola rivoluzione per chi vive lontano dal proprio comune di residenza: studenti universitari, lavoratori, giovani che hanno lasciato la propria regione per motivi di studio o occupazione e che spesso devono affrontare viaggi lunghi e costosi per tornare alle urne. Secondo alcune stime, sono milioni gli italiani che ogni anno si trovano in questa condizione: solo tra i lavoratori fuori sede si parla di oltre 4 milioni di persone.