Colpo a sorpresa della maggioranza sulla legge elettorale. Alle prossime elezioni politiche ed europee e al referendum gli elettori fuorisede non saranno costretti a tornare nel comune di residenza per votare ma potranno esercitare il proprio diritto nel comune dove sono domiciliati per studio, lavoro o motivi di cura. A quattro giorni dall’approdo in aula alla Camera della legge elettorale, un primo accordo nel centrodestra sulle ulteriori modifiche alla riforma Bignami è giunto su un punto su cui sembrava complicato trovare un’intesa politica e una soluzione tecnica. La proposta sul voto ai fuori sede è stata annunciata dai leader dei giovani dei partiti della coalizione Fabio Roscani (Fdi), Luca Toccalini (Lega), Simone Leoni (Fi) e Maria Chiara Fazio (Nm).

A dispetto dei pronostici ma rispettando un impegno preso da subito in commissione, dunque, il centrodestra ha trovato la quadra su un tema rilevante e popolare come quello del voto dei fuori sede. E così, mentre resta la divaricazione delle posizioni sulle preferenze, è giunto l’emendamento siglato da tutta la maggioranza che consentirà a un numero rilevante (c’è chi si spinge a quotare qualche milione) di elettori, una volta approvata la riforma, di votare dove sono domiciliati anche se, per motivi di studio, lavoro o salute, si tratta di un luogo diverso rispetto a quello in cui risultano residenti e dunque iscritti nelle liste elettorali.