Prima la sperimentazione alle scorse Europee (solo per gli studenti) e al Referendum su cittadinanza e lavoro. Poi lo stop (ufficialmente per ” problemi tecnici dovuti ai tempi”) in occasione del Referendum sulla giustizia. Adesso, però, il centrodestra ci ripensa e presenta un emendamento alla legge elettorale per regolamentare definitivamente il voto per i fuori sede. Il testo della riforma presentata dai partiti di maggioranza non aveva previsto la possibilità di voto per chi si trovava domiciliato lontano dal comune di residenza per studio, lavoro o salute. E gli emendamenti presentati dai partiti di opposizione sull’argomento sono stati accantonati, senza che si sia stato espresso un parere per – è stato detto – una “complessità del quadro applicativo”. Anche il Viminale aveva prospettato alcune riserve tecniche, mentre il deputato Fdi Angelo Rossi, a maggio, parlava di rischio “depauperamento” di certi collegi, in particolare del Sud (ricevendo una risposta/lezione dalla coordinatrice della Rete Studenti medi in audizione in commissione). Prima ancora, nel 2023, era stata approvata una legge delega che si è subito impantanata. Alla fine però l’emendamento alla legge elettorale è stato presentato alla Camera dalla stessa maggioranza.