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Con l'approdo della legge elettorale in aula ormai alle porte (martedì), in attesa di raggiungere un accordo sugli altri nodi critici (su tutti il tema delle preferenze) il centrodestra chiude l'intesa sul voto fuori sede, depositando un emendamento unitario. "Altro impegno mantenuto da Fratelli d'Italia, dal centrodestra e dal governo Meloni. Abbiamo infatti presentato un emendamento che consentirà agli studenti e ai lavoratori fuori sede, nonché alle persone che si curano lontano dalla propria residenza, di poter votare alle elezioni politiche, alle elezioni europee e ai referendum. Un grande passo in avanti in questo senso, un impegno mantenuto da tutta la maggioranza e una grande risposta anche alle giovani generazioni" afferma con orgoglio Fabio Roscani, deputato Fdi e presidente di Gioventù nazionale, parlando con i giornalisti fuori da Montecitorio. In sostanza, il voto dei fuori sede (come attualmente i militari) inciderà nel comune di domicilio. L'emendamento prevede che le persone che per motivi di studio, di lavoro o di cure mediche sono domiciliate, per un periodo di almeno nove mesi, in un comune italiano che si trova in una provincia diversa dal proprio comune di residenza, potranno iscriversi all'elenco degli elettori fuori sede entro trenta giorni dal trasferimento, e comunque entro il 31 di dicembre, e potranno votare nel luogo dove sono domiciliati. "Sul voto fuori sede c'è sempre stata una volontà politica condivisa da parte di tutta la maggioranza, abbiamo lavorato per trovare la fattibilità tecnica su un tema così complesso - conclude Roscani - si è trovata questa sintesi, oggi presentiamo quest'emendamento unitario e sono molto ottimista che si trovi una sintesi anche su tutte le altre proposte che stiamo discutendo".











