Si avvicina il termine per la presentazione degli emendamenti, fissato a lunedì 13 luglio, ma nella maggioranza si fatica a trovare la quadra. Oggetto del contendere sono le preferenze: spingono Noi Moderati e Fratelli d’Italia, che mette sul piatto la proposta dei capilista bloccati. Sull’emendamento unitario dedicato ai fuorisede frenano gli azzurri: «Più contrari che favorevoli in questo momento: servono correttivi per garantire un voto regolare»
La riunione degli sherpa della maggioranza, convocata questo pomeriggio, 8 luglio, in via della Scrofa, non sembra essere bastata a sciogliere i nodi sulla riforma della legge elettorale, che si appresta ad arrivare in Aula la prossima settimana dopo i rinvii. Il termine per gli emendamenti è ora fissato a lunedì 13 luglio, ma nel centrodestra sulle preferenze — e non solo — ancora si tratta. La proposta messa sul tavolo dal partito della premier, in prima linea per la reintroduzione delle preferenze, prevede un sistema misto: capilista bloccati e preferenze per gli altri candidati. Una soluzione che non convince gli alleati, pronti ad aprire un nuovo fronte anche sul voto fuorisede.
Il nodo delle preferenze
Da Forza Italia, paradossalmente, si starebbe meditando un rilancio nella trattativa, forti della difficoltà di portare a casa l’emendamento una volta al voto in Aula e della contrarietà dell’alleato leghista: «Questo sistema dei capilista bloccati non ci convince. Se invece si facesse tutto con le preferenze, allora potremmo ragionare meglio», spiegano ad Open, sollevando dubbi anche sulla fattibilità dell’emendamento unitario per introdurre il voto fuorisede, che da FdI davano quasi per fatto.














