Il voto fuorisede diventa realtà. La Camera ha approvato all’unanimità l’emendamento della maggioranza alla legge elettorale che consente agli elettori lontani dal proprio Comune di residenza di votare nel luogo in cui vivono temporaneamente. Una svolta per milioni di cittadini, soprattutto studenti universitari e lavoratori che negli anni hanno dovuto sostenere costi e difficoltà per rientrare nella città di origine e poter esercitare il proprio diritto di voto. L’emendamento, firmato dal deputato di Fratelli d’Italia Fabio Roscani insieme ai colleghi di Lega, Forza Italia e Noi Moderati, è stato riformulato nel pomeriggio in commissione Affari costituzionali. La nuova versione ha introdotto alcune modifiche rispetto al testo iniziale, ampliando le possibilità di accesso al voto.

La norma prevede che chi, per motivi di studio, lavoro o cure mediche, si trova domiciliato temporaneamente in un Comune diverso da quello di residenza possa chiedere l’iscrizione in un apposito elenco degli elettori fuorisede presso il Comune che lo ospita. Una volta inserito nelle liste, potrà votare direttamente nel Comune di domicilio per le elezioni politiche, europee e per i referendum nazionali. Il requisito principale resta quello della permanenza temporanea in un Comune situato in una provincia diversa da quella di residenza. Per gli spostamenti legati allo studio o al lavoro è previsto un periodo minimo di nove mesi. Per chi invece si trova lontano da casa per motivi documentati di cura, la riformulazione approvata ha ridotto il requisito minimo a tre mesi.