Pubblicato il: 16/07/2026 – 18:37

di Clemente Angotti

Voto ai fuorisede: sarà la volta buona? A riaccendere la speranza è l’emendamento alla legge elettorale, approvata in prima lettura dalla Camera, che ha riformulato la norma della maggioranza, passata con 349 sì, nessun contrario e il parere favorevole del governo. L’emendamento, che ha ottenuto il via libera grazie a un voto bipartisan, prevede che studenti, lavoratori fuori sede e persone che si curano lontano dalla propria residenza potranno iscriversi entro il 31 dicembre per poter votare nel luogo dove sono domiciliati. In particolare, gli aventi diritto saranno iscritti, con tempistiche differenti, in apposite liste e il Comune che li ospita, dove hanno il domicilio, li iscriverà all’interno delle sezioni ordinarie dove potranno votare. La questione annosa, e non del tutto inedita anche in Calabria, dove qualcosa era stato tentato nel recente passato, era tornata di stringente attualità in occasione dell’ultima consultazione referendaria sui temi della giustizia. La negazione dell’espressione del voto, del resto, non va considerata solo come un’ingiusta esclusione o privazione di un diritto, ma ritenuta quasi alla stregua di una sorta di astensionismo coatto che si consuma ai danni di tanti cittadini, soprattutto studenti, ma anche lavoratori momentaneamente lontani dalla loro residenza stabile, costretti a vedersi mutilati, a causa spesso dei costi insostenibili dei trasporti aerei e ferroviari, di una facoltà costituzionalmente garantita. Lanciata con maggiore vigore in occasione della pandemia, quella che si configura giustamente come un’autentica battaglia di civiltà e democrazia davvero non può più attendere. E ciò che risulta davvero non più accettabile, in tempi in cui non si finisce mai di stigmatizzare la diffusissima disaffezione al voto, è che si perpetuino ostacoli del genere per l’esercizio di un Diritto, con la d maiuscola. L’ultimo caso, come ricordavamo prima, ha riguardato il recente referendum sulla riforma costituzionale sulla giustizia, ma il problema si è posto in tutta la sua gravità anche in occasione di altre tornate elettorali che hanno visto, purtroppo, negletti diritti altrove assolutamente garantiti e tutelati.