La Camera ha approvato all’unanimità un emendamento alla legge elettorale che prevede il voto dei fuori sede alle elezioni, cioè per chi vive in un comune diverso da quello di residenza. La legge elettorale è in discussione in parlamento, verrà approvata oggi dalla Camera e poi si passerà al Senato, dove non è scontato che venga approvata. Se lo fosse, il voto per i fuori sede ci sarà. L’Italia è uno dei pochi paesi europei a costringere a tornare nel proprio comune di residenza per votare.

L’emendamento lo avevano presentato i partiti al governo, Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, e prevede l’iscrizione in un apposito elenco nel comune di domicilio per chi non vive nel proprio comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche. Bisognerà presentare il documento d’identità e avere un indirizzo valido di domicilio. Ci si può iscrivere entro il 31 dicembre di ogni anno per l’anno successivo, oppure entro 30 giorni dal trasferimento e in ogni caso almeno 45 giorni prima del voto.

Per poterlo fare bisogna innanzitutto che il trasferimento sia in un comune fuori dalla provincia di residenza. E per i trasferimenti per studio e lavoro serve che si preveda di rimanerci per almeno nove mesi; per i trasferimenti per ragioni sanitarie ne bastano invece tre.