Il voto di ieri rappresenta un traguardo storico, un segnale importante, un lavoro durato anni, una ragione di impegno per me, da Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, che ci portò a raggiungere un primo risultato ottenendo il voto per i fuori sede alle passate elezioni europee. L’approvazione unanime dell’emendamento che permette ai fuori sede di votare per le elezioni politiche, europee e per i referendum nazionali è un risultato importante, un primo passo decisivo verso l’abbattimento di quelle barriere che finora hanno limitato la partecipazione politica attiva dei giovani, segnando un momento storico per la nostra democrazia.

Il nostro Paese si è troppo a lungo distinto per un accesso limitato alle modalità alternative di voto, a discapito soprattutto degli studenti e dei lavoratori fuori sede. Questa condizione ha contribuito significativamente all’astensionismo involontario, privandoci di un prezioso patrimonio di idee e contributi. Altri Paesi, come la Francia e la Germania, hanno da tempo adottato misure efficaci per facilitare la partecipazione elettorale di chi non può esprimere il proprio voto nel comune di residenza, attraverso il voto per corrispondenza e altre forme di voto a distanza. Gli unici altri Stati membri privi di una siffatta disciplina restano infatti soltanto Malta e Cipro. Tutti gli altri grandi Paesi dell’Unione Europea prevedono una forma di voto fuori sede.