Foto per certificare il proprio voto, stilettate, capannelli in Transatlantico, urla in Aula e poi passeggiate sconsolate in cortile per la maggioranza e volti soddisfatti dell'opposizione. Per un giorno alla Camera si è sentito profumo di prima Repubblica e le lancette sembravano essere tornate indietro. Fin dalla mattina a Montecitorio si è respirata un'aria tesa. Dopo le ultime riunioni dei gruppi per stabilire la linea da seguire in Aula, i partiti si sono presentati al gran completo per l'appuntamento delle 14, orario d'inizio della discussione sugli emendamenti della legge elettorale.

I lavori partono spediti, ma si infiammano con le votazioni sui subemendamenti della proposta di Fratelli d'Italia sulle preferenze, il cuore della riforma della legge elettorale tanto voluta da Giorgia Meloni. In particolar modo, a scaldare gli animi è l'intervento della futurista Laura Ravetto per chiedere di eliminare il principio di alternanza di genere, rivolta direttamente alle colleghe della Camera. Secca la risposta della capogruppo dem Chiara Braga: "Non tutte abbiamo cambiato partito per un seggio assicurato". Frase che raccoglie gli applausi delle opposizioni (Elly Schlein si alza per prima a battare le mani) e segni di assenso anche dai banchi della Lega.