Bagarre a Montecitorio dopo il caso Furgiuele. Oggi nuove tensioni durante l'esame del provvedimento, domani il voto finale. Maggioranza e opposizione, insieme, danno il via libera al voto fuori sede

Il boato di gioia dei deputati di opposizione, lo stordimento di quelli di maggioranza. Le immagini della sconfitta del centrodestra fanno già parte della storia politica di questa legislatura. Non sono meno impressionanti quelle dello scontro che è seguito ieri sera nell'Aula di Montecitorio durante la discussione della legge elettorale.

Cosa è accaduto ieri sera

Marco Casu (Pd) interviene subito dopo il collega Fornaro. Lui ha mostrato il telefonino con la notizia che i vannacciani si sono ripresi al momento del voto sulle preferenze, per dimostrare che i "traditori" stanno tra gli alleati della maggioranza e non tra di loro.

Casu chiede la sospensione dei lavori ma, mentre sta parlando, Domenico Furgiuele (Futuro Nazionale) prova a interromperlo. Viene accusato di aver gridato un paio di volte "Hitler". Furgiuele negherà. Noi abbiamo sentito e risentito l'audio senza riuscire a capire se la provocazione ci sia stata. Vera o meno che sia, l'incidente scatena il caos. Il presidente di turno Giorgio Mulè si trova a gestire una serata complicatissima.